Antonio Ottomanelli, Collateral Landscape - Memory box Latronico, 2013-2014
 
 
Collateral Landscape, frammenti di paesaggio ai margini della ricostruzione postbellica, è un progetto curato da Anna Vasta e avviato nel 2009 dal fotografo Antonio Ottomanelli. Il lavoro indaga l’evoluzione del paesaggio sotto gli effetti della distruzione o di fattori di crisi e opera un tentativo di rilettura e ricomposizione inedita dei territori interessati. L’indagine fotografica attraversa il territorio dell’Afghanistan, dell’Iraq e della Palestina fino ad arrivare agli Stati Uniti, nel tentativo di porre interrogativi di natura identitaria e culturale.

Antonio Ottomanelli e Anna Vasta, partendo dal Liceo Scientifico Francesco De Sarlo di Latronico, hanno avviato un percorso di workshop nelle scuole pubbliche in diverse città italiane. Attraverso l’uso della fotografia sono state portate all’interno della scuola questioni contemporanee urgenti e complesse, sia dal punto di vista dell’educazione all’immagine sia della comunicazione e dell’informazione.

Il workshop di storytelling, iniziato nel novembre 2013, ha indagato la storia e la memoria locale del territorio; partendo da un repertorio fotografico, recuperato dagli archivi personali, sono state ricostruite le narrazioni più significative legate ai luoghi del passato.

Il paesaggio di Latronico e dintorni è stato attraversato dagli studenti che sulla suggestione degli album di famiglia hanno dato vita a un intreccio di riflessioni, esplorazioni sui luoghi della memoria, visualizzati in una mappa dei ricordi in cui sono evidenti i cambiamenti che il territorio ha subito negli anni. Un passaggio importante è stata la presentazione cittadina del progetto nella sala del cinema Nuova Italia dove i temi affrontati con gli studenti sono stati discussi alla presenza di un pubblico eterogeneo.

L’esito finale è stata la restituzione del lavoro svolto, coinvolgendo la cittadinanza e aprendo questo “archivio di storie” alla visione di un pubblico più ampio, attraverso installazioni urbane realizzate con un gruppo di studenti durante la residenza estiva dell’artista.

Sono stati distribuiti in diversi punti del paese dei Memory box, dispositivi attraverso i quali tutti hanno potuto lasciare o scambiare i propri ricordi, pensieri e idee con lettere e fotografie. Ogni Memory box è stato dotato di una macchina fotografica che ha permesso a tutti i visitatori di lasciare traccia del loro passaggio, fotografando se stessi o il paesaggio circostante.