Giuseppe Teofilo, Richard Parker è a Latronico, 2009
 
 

Il progetto-evento Richard Parker è a Latronico di Giuseppe Teofilo, ha previsto la realizzazione di cento manifesti 70X100 che stilisticamente ricordavano quelli di un circo e che hanno ricoperto gli spazi pubblicitari e i muri del paese. Il titolo Richard Parker è a Latronico è un chiaro riferimento al romanzo di Yann Martel Vita di Pi, un racconto di sopravvivenza nella sua forma più cruda, poiché Pi deve affrontare bisogni umani impellenti come sete, fame e rifugio, il tutto sotto l’occhio vigile di un predatore.

L’artista ha utilizzato questa metafora, immaginando ironicamente degli avvisi di pericolo per la presunta fuga di una terribile tigre che interrompe la tranquillità del paese, minacciato da un evento spaventoso e allo stesso tempo magico.

La reazione della popolazione al risveglio è stata di sorpresa e incredulità, quasi surreale; chi aveva letto i manifesti, informava i passanti frettolosi e distratti, chi non si era accorto di nulla ascoltava con scetticismo i vari racconti che si alternavano. In poche ore tutti parlavano della tigre, ma soprattutto si interrogavano rispetto a un manifesto che nello stesso tempo era minaccioso e ironico “Pericolosa tigre a Latronico” e a un’operazione così insolita.

L’artista ha creato un multiplo d’arte, in quanto tutti i manifesti sono stati timbrati e firmati. Questo modo di intervenire nel tessuto urbano ha un duplice significato: da una parte, l’idea di donare al paese non un semplice manifesto ma un’opera, anche se affissa; dall’altra, la volontà di uscire dagli spazi espositivi convenzionali e di entrare a far parte, proprio come Pi, nella vita di tutti i giorni.
Alcuni manifesti sono rimasti visibili per lungo tempo, altri sono stati staccati e portati via; uno di questi è stato raccolto, incorniciato e esposto nel bar Alpe, dove è tuttora visibile.

Giuseppe Teofilo coniuga modelli, oggetti e temi della tradizione con un linguaggio aggiornato, lavora sulle biforcazioni e sui contrasti interni alla forma e al contenuto; l’opera è spesso frutto dell’assemblaggio di oggetti diversi derivanti dalla tradizione mediterranea e dalla cultura classica, accumuli di forme organiche ed elementi naturali. Nell’evento di Latronico, l’artista ha proposto, anche se velatamente, temi presenti nel suo lavoro quali le barche e il mare: la salvezza del protagonista su una barca e il mare, pericoloso e misterioso, efficace metafora del viaggio e della vita.

 
 
 
 
 
 
 
Allestimento mostra Michele Giangrande e Giuseppe Teofilo