Wurmkos, Cénte, 2010-2013
 
 
Il progetto Cénte si ispira alla cultura popolare, fortemente radicata nel territorio lucano, di cui ancora oggi si sono conservati i riti, recupera un profondo legame con la tradizione del passato e la propone in una nuova forma.
Riprende le tradizioni e la varietà degli elementi collegati a un tessuto mitico che vede nelle cénte un segno arcaico e votivo, trasmette un carattere festoso mostrando le immagini ancora vive di quella “cultura della memoria” e della civiltà contadina.

Il gruppo Wurmkos ha sviluppato il progetto dall’estate 2010 al 2013 con diversi momenti di intervento: una serie di laboratori, una mostra, un concerto e un evento conclusivo.

Nei laboratori, tenutisi a Latronico e a Sesto San Giovanni (MI) dove lavora il gruppo, si sono affrontati temi d’ordine antropologico e artistico per la realizzazione di manufatti a partire dalla suggestione delle cénte. Ciascuno ha costruito la propria cénta imprimendole una forma e una caratterizzazione iconica scaturita dalla biografia personale o da una suggestione emotiva.
I materiali raccolti e sviluppati nei laboratori sono stati oggetto di una mostra nello Spazio Cantisani: disegni, piccoli oggetti, annotazioni, libri, fotografie – tra cui alcuni scatti degli anni Cinquanta di Ando Gilardi –, i cortometraggi La passione del grano (1960) di Lino Del Fra, Magia Lucana (1958), La Madonna di Pierno (1965) di Luigi Di Gianni prestati dall’Istituto di Ricerca per il Teatro Musicale di Roma.

Ha collaborato il musicista Felice Del Gaudio, in concerto con Daniele di Bonaventura e Alfredo Laviano, con la performance musicale Memorie, racconto per musica e immagini sulla Lucania dal dopoguerra fino agli anni Sessanta.

L’evento finale a cui tutto il paese è stato invitato a partecipare ha concluso il progetto. Si è formato un “corteo festoso” in cui ognuno ha portato sul capo o a spalla la propria cénta, seguendo un percorso che dall’antico borgo ha raggiunto il bosco vicino al paese. Il corteo è stato accompagnato da due bande di musicisti locali che, come in passato, seguivano eventi e feste che spezzavano la quotidianità.
Durante il percorso, le cénte sono state abbandonate e restituite alla natura, una sola è ancora presente nelle vicinanze del rifugio; altre realizzate con il pane, infornato in casa, sono state donate agli animali del bosco. I partecipanti hanno trascorso tutta la giornata nel bosco, hanno mangiato cibi tradizionali, allietati dalla musica delle bande di Agromonte e di Episcopia.